#9 PASSI 227

Le curiosità più interessanti nascono spesso per caso. Una mattina stavo cercando di scrivere una lista dei perché la posizione  del nostro hotel potesse considerarsi un valore aggiunto. La “posizione” è quasi sempre nominata anche nelle recensioni.

Dire che siamo vicini al lago vale fino ad un certo punto. Quanto vicini? Ma vicini a cosa? Vicini a quale zona del lago? Perché è comodo essere vicini?

Allora mi sono messo sulla porta, era una bellissima giornata di sole, e dalla soglia dell’entrata del nostro bar, che dà proprio sul marciapiede della strada principale, ho iniziato a camminare verso il lago.
Contando i passi.

Un pezzettino di marciapiede, poi le strisce pedonali tra il giardino dove campeggia il nostro bar-roulotte e la gelateria Cantonati di fronte a noi.
Di mattina questa strada è trafficatissima, passano bici, pedoni, carretti, passeggini, macchine, autobus e camion di fornitori. Un po’ si vedeva che ero concentrato sui miei passi, a qualcuno che ha salutato ho risposto a fatica per non rischiare di perdere il conto.
E’ risaputo che noi uomini facciamo fatica a fare 2 cose insieme e io rappresento benissimo la categoria.

Insomma, attraversata la strada ho tirato dritto per la piccola via Mann, dove praticamente ci sono solo appartamenti turistici. Non so bene quanti metri siano, ma arrivato in fondo proprio sul ciglio della ciclabile che passa lì ho contato 227 passi.

Già che c’ero mi sono fermato un attimo, mentre sfrecciavano le bici su quel bellissimo tratto di ciclovia che collega il centro storico di Riva a Torbole, che può portare fino ad Arco poi a Dro, Sarche e volendo anche a Ponte Arche passando per la Forra del Limarò.

La spiaggia dove sono sbucato è quella dei Pini, una delle più attrezzate e frequentate della nostra costa settentrionale.
Subito a sinistra entrando c’è il Bar dei Pini, che noleggia anche i lettini prendisole (poco in voga però nella nostra zona), il parco giochi per i bambini e un grande prato dove sdraiarsi.
Guardando dritto avanti, invece, il Lago. Ancora con i piedi al 227° passo vedevo benissimo lo specchio d’acqua, i surf in lontananza sfrecciare e un po’ di gente che faceva il bagno. Oltre a tutti quelli sdraiati sui sassi, il “nostro” bagnasciuga, per prendere il sole.


Ho fatto due passi. Ne ho approfittato, anche se vestito da lavoro faceva un po’ caldo.
Lo scenario del nostro lungo lago è molto diverso da quello di una spiaggia al mare. Moltissimi passeggiano sulla pedonale, che taglia l’area balneare dei sassi da quella del prato. Oltre agli asciugamani stesi c’è sempre un grande campionario di carrettini porta bimbi, passeggini e anche attrezzature sportive. Vuoi che sia un canotto o un materassino oppure una tavola da Sup, come va molto di moda oggi.

Nella zona del prato di solito ci sono per la maggior parte ragazzi o famiglie. Sarà che la pazienza di stare con il culo sui sassi duri matura al passare degli anni.
Ho girato intorno al bar per “spiare” chi c’era seduto a bere il caffè, fatto un paio di foto al lago e sono rientrato.

10 minuti in tutto? Sì, forse 15. Compreso il tempo delle foto.
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