Doveva essere…
Doveva essere la stanza-rifugio dove coccolarsi come ci si fosse trasferiti in un nido. Balance, il nome, richiama quell’immaginario equilibrio che si potrebbe trovare in bilico sul ramo di un albero.
Meglio ancora, su una nuvola.
Ci eravamo attrezzati per servire la colazione in camera. Un servizio esclusivo per chi soggiornava in queste stanze, larghe e con il letto in mezzo. Davanti alla finestra.
Quello che un tempo era lo spazio riservato allo scrittoio, mobile abbastanza desueto, è stato occupato da un più pratico tavolino spostabile. Addossato al muro quando la camera è in modalità “normale”, girabile invece per consumare la colazione comodi e con adeguato spazio per piatti e ciotole.
Il fotografo di fiducia al quale ci rivolgiamo aveva anche fatto delle bellissime foto.
Poi c’è mancato il coraggio.
Margherita è una consulente di marketing brillante e vulcanica, con la quale abbiamo fatto un percorso di rinnovamento del Brione.
E’ lei che ci ha consigliato di cambiare il nostro nome da Hotel Brione a Brione Green Resort. Per valorizzare i nostri spazi verdi, la natura che ci piace costantemente tenere curata, il “Polmone Verde” che abbiamo riparato dalla strada, il giardino con la piscina.
Quell’anno, era il 2017, avevamo programmato di ristrutturare Villa Arianna, un piccolo Garnì che avevamo acquisito anni prima, incorporandolo all’ala dell’Hotel affacciata sulla piscina.
Sono nate le camere Green e Balance con il parcheggio ad uso esclusivo proprio li sotto.
Abbiamo conosciuto Margherita che alcune “cose” purtroppo erano già fatte. Il progetto esecutivo dei lavori era già stato approvato e le modifiche che potevamo fare in quel momento erano limitate.
Lei però fu bravissima a spingere affinchè queste 11 nuove camere fossero diverse dalle altre. Almeno nell’arredo, nel concept, nei servizi.
Non eravamo stati molto bravi a recepire tutto quello che ci ha detto. Ci siamo forse fidati poco delle novità moderne e “aggressive” su cui lei spingeva. A ragione, dobbiamo dire con il senno di poi. Certe tendenze sia di food che di servizio personalizzato sono poi diventate molto di moda nel nostro settore.
Per esempio Margherita ci aveva suggerito di allestire una zona della sala colazione esclusiva per gli ospiti delle nuove stanze. Nei posti migliori, davanti alle finestre che guardano i giardino, con tavoli diversi e un’ambientazione che si distaccasse molto dal resto.
Non lo abbiamo fatto. Temevamo di creare “troppe differenze” con gli altri ospiti.
Il raccoglitore con il bellissimo studio di marketing che era stato disegnato su misure per noi è sempre qui sulla nostra scrivania. Lo abbiamo messo da parte, la vita ci ha portato a doverci concentrare su altre priorità senza però mai mettere in dubbio il valore di quello studio. Da cui, onestamente, ogni tanto cerchiamo ispirazione.
Non aver osato con il servizio della colazione ci è dispiaciuto molto. E oggi che ci rendiamo conto di quanto gli ospiti cerchino autonomia, bramino un po’ di riparo dalla quotidianità frenetica, ci piacerebbe provarci.
Ci chiedevamo chi fosse interessato a rinunciare alla ricchezza del buffet, alla libertà di alzarsi dal tavolo quante volte si desidera per riempire il piatto, o la tazza di caffè. Per avere in cambio una scelta che evidentemente potrebbe essere più limitata. Limitata a quanto spazio ci sia su un vassoio.
Però oggi siamo sicuri che qualche ospite interessato lo troveremmo. Anzi, facciamo una cosa. PROVIAMO!






